Cinque candeline il venti giugno, un bel traguardo per quello che considero un figlio.
Un angolo fuori posto, allergico ai trend del momento e alle novità osannate dai più, un’emanazione di quella che per me è una vera linfa vitale.
Un angoletto che mi regala tante gioie: nuove conoscenze, alcune delle quali trasformate in amicizia, fruttuose collaborazioni, motivi di maturazione incessante a livello umano e professionale perché i libri sono COSA VIVA, PONTI TRA LE ANIME.
Lo ripeterò fino all’ultimo alito, sussurro di vita!
Vi lascio qualche curiosità su Valentina, alter ego di Librincanto, sperando che continuiate a rimanere e a crescere con me.
C’era una volta una bambina che si sentiva, guarda caso, sempre fuori posto, a suo agio solo in mezzo a prati in fiore e tra le pagine dei libri.
Dotata di una memoria fotografica e di una fervida immaginazione, ha viaggiato pur stando ferma e immobile principalmente grazie agli amici di carta.
Ha ereditato dalla sua mamma che, tuttavia nella vita si è occupata d’altro, l’amore per il greco antico, la storia, la spiccata propensione allo studio, la capacità di non portare rancore e una certa inclinazione per la cucina.
Dal papà, invece, i tanti capelli, la diplomazia, la logorrea, la mania per lo shopping, la passione per l’inglese, l’ansia, i sensi di colpa e uno straordinario talento per il rimuginare.
Da entrambi la caparbietà nel cercare di realizzare i propri sogni, l’abnegazione al lavoro e un’attenzione verso l’altro.
Da adolescente oltre a sviluppare un fortissimo desiderio di viaggiare, specie nella sua amata Inghilterra, ha letto quanti più classici possibili per cercare di migliorare lo stile di scrittura, terrorizzata dall’imperversare di testi secondo lei troppo colloquiali e sgrammaticati.
Valvola di sfogo lo scrivere a mano, in corsivo (giù una latente paleografa), lettere con vari amici di penna, stranieri e italiani, diari e poesie.
All’amore verso i libri e la scrittura si è unito quello per la musica e, abbandonato il pianoforte e le scarpette da ballo, si è data al canto, unendosi a un coro.
Adesso, invece, canta solo sotto la doccia, in macchina, quando è particolarmente di buon umore, durante i concerti dei suoi beniamini e per i piccoli utenti nel corso delle attività di promozione della lettura in biblioteca.
Se un domani i suoi orari saranno più ragionevoli, potrebbe decidere di riprendere i suoi trascorsi canori, who knows…
Da adulta ha finalmente trovato il suo perché come bibliotecaria e bibliofila, girovaga tra paesaggi, arte, note, sapori, storia, storie, colori, luoghi librosi, anime con l’entusiasmo e sì anche l’ingenuità di un bambino.
Continua a studiare per lavoro, per migliorarsi, in perenne sfida con se stessa (lato innato, forse eredità della nonna materna, persona di eccezionale temperamento di cui le è provvista per un quarto).
Peraltro si sente sempre fuori posto in un mondo per lei allo sbando, preda della follia più assoluta, della velocità, dell’apparenza, della tecnologia abusata.
Rimpiange l’educazione, l’eleganza, il buon gusto, il buon senso, le fotografie stampate, il corsivo, le ricerche su cartaceo e molto molto altro.
Non predilige il bianco e il nero, ma il multiverso delle sfumature.
Ama tuttora i classici, i libri moderni dal sapore di classico, come le biografie romanzate di autrici cui è particolarmente affezionata, gli albi illustrati, le storie che producono un rumore assordante fuori e dentro di lei.
L’introspezione è l’ingrediente chiave delle sue letture che spesso sconfinano anche in saggi critici in cui finisce comunque per immedesimarsi (i misteri della mente umana mah).
Legge contemporaneamente in italiano e in inglese (lavorando in una biblioteca specializzata sulla traduzione ha ormai toccato con mano l’importanza di una buona traduzione e la potenza dell’esemplare in lingua originale).
Pur non essendo una persona istintiva, è una lettrice de core e de pansa: ogni testo è scelto in base all’emozione del momento.
Con la testardaggine di un leone ascendente leone è riuscita a fare della sua passione un lavoro che per lei è una missione, vocazione e stimolo continuo di realizzazione.
Certo, moderare eventi e parlare in pubblico le crea ancora un po’ di tachicardia, ma dopo anni di analisi, è molto più consapevole di se stessa.
Il mantra ‘calma, respira, rifletti’ non l’ha mai tradita.
Spera un giorno di poter diventare responsabile del servizio di una biblioteca che possa essere un faro per chiunque desideri essere accolto e che brilli di attività culturali specchio di ogni categoria di utenza.
Se ci fosse un fondo antico in cui schedare manoscritti e catalogare libri antichi a stampa sarebbe il paradiso, ma accetterebbe anche un compromesso.
Le piace sperimentare in cucina, con una predilezione per i primi, specie quelli di pesce, i dolci siciliani, la colazione per lei è un vero rito conviviale con marito e amici di sempre, anche se in generale è una cultrice del salato.
Abuserebbe di carboidrati, fatta eccezione per il pane, di camminate all’aria aperta, di danza, ballo, di serie tv degli anni ottanta e duemila o in costume.
Farebbe indigestione di primavera, crepuscoli in ogni dove, di laghi e cascate e quando l’Amore prevarrà sulla Ragione adotterà un bel cucciolo di golden retriever con la complicità del maritozzo.
To be continued…
Saluti e baci,
Vale Librincanto
