Oh, Oh! Mi è semblato di vedele tante C con la coda che scodinzola o sbaglio?
Folse sono delle Q un po’ stlane?
Fuochino Titti, fuochino.
Sei molto perspicace dolce Uccellino e sai che anche io ho pensato una cosa simile la prima volta che ne ho vista una?
Sì, ma che cos’è?
Un piè di mosca.
Come? Cosa? Che c’entlano le mosche?
Te lo spiego, siediti, un po’ di pazienza.
Dobbiamo fare un bel salto temporale e spostarci, nell’antica Grecia, come gongolo.
Dunque, per dividere gruppi di frasi, i Greci usavano una linea orizzontale tracciata nel margine sinistro del testo principale, chiamata paragraphos da cui deriva per estensione l’omonima definizione.
Ok non divago, torno al punto.
Questo espediente grafico ha conosciuto una vastissima diffusione che ha visto la lettera maiuscola gamma Γ soppiantare progressivamente la linea orizzontale.
Successivamente al Gamma sono subentrate lettere ingrandite, chiamate notabiliores, e poi la K di ascendenza etrusca, abbreviazione per il vocabolo latino Caput ‘testa’ che indica appunto l’inizio di un nuovo paragrafo, capitolo etc.
Mi segui Titti?
Vai avanti, mi sta venendo un mal di testa, anzi un piè di mosca, ah ah.
Vabbè non commento.
Forse per maggiore praticità intorno al 300 a. C. alla K è stata sostituita la C di Capitolum ‘testolina’ (sì lo so, evidentemente gli antichi amavano complicare), l’unica e sola a partire dal 1100 in poi.
A questo punto i rubricatores, i monaci addetti a tracciare in rosso ‘ruber’ o in altri inchiostri gli incipit, gli explicit e i capilettera dei manoscritti, hanno aggiunto una o due aste verticali alla C, simili alle zampette di una mosca, campite di nero.
In seguito, quindi, la forma a coppa è stata riempita e così ¢ di capitulum è diventata la familiare P rovesciata dell’inglese pilcrow, ‘piede di mosca’.
Aaah ok ola ho capito!
Aggiungo un’altra chicca, non scappare. Gli artigiani dei manoscritti si sono sbizzarriti nel riempire di rosso o blu le nostre zampettine e in alcuni casi a ideare forme molto elaborate per abbracciare tutte le parole, le righe o i paragrafi da evidenziare.
Un ulteriore abbellimento decorativo dei miei amati codici.
Dall’antica Grecia e dai manoscritti per lo più giuridici e teologici, il piè di mosca è arrivato ai giorni nostri conservando e ampliando la funzione per cui è stato creato, ma questa è un’altra storia.
Se fossi stata un rubricator o una committente avrei scelto piè di mosca color porpora e ottanio, in perfetta palette winter, la mia, ah ah.
Concedimi questa licenza poetica Titti.
Voi invece?
Sarei molto curiosa.
Al prossimo appuntamento.
Soon or later,
Vale
