Io posso recitare e lo farò; io sono nata per danzare; io non voglio il palcoscenico, voglio il cielo
Di quei libri necessari, che ti avvolgono come uno strudel di mele e cannella, di quel contrasto dolceamaro che permane come il tepore di un abbraccio sincero durante tutta la lettura dopo aver attraversato giorni e mesi di terremoti emotivi.
Ed è così che a ondate sono entrate in scena le piccole neonate che lo zio Zim, esimio professore londinese di paleontologia ed eccentrico collezionista di fossili, consegna alla pronipote Sylvia: Pauline, Petrova e Posy.
Tre orfane, quanto ho adorato, il cui epicentro sono proprio Sylvia, chiamata affettuosamente Truty, e Nana, tata complice e acuta osservatrice della crescita delle bambine.
Tre sorelle che si autoidentificano con il cognome che si autoimpongono: Fossile, omaggio allo zio Zim, che non hanno mai conosciuto.
Pauline, la maggiore, dalle note dolci e vezzose del miele e cannella, un animale da palcoscenico che si alterna tra teatro e cinema, un po’ vanitosa e un tantino leziosa come la vaniglia che spesso accompagna lo strudel, riportata con i piedi per terra da Nana, dalla vita e dal succo di limone.
Petrova, la seconda, che pensa principalmente al cielo e alle macchine, dal grande spirito di sacrificio che profuma di mele renette, uvetta e frutta secca fino ad appagare l’animo – non a caso è stata eletta a mia preferita in assoluto.
The last but not the least Posy, la più piccola, i cui piedi sono nati non per camminare, ma per danzare, a volte leggermente tiranneggiata come da copione dalle sorelle maggiori, sottile, croccante, friabile, ma perfettamente consapevole di incarnare il talento più autentico.
Tre sorelle dai sapori più diversi che mescolati insieme fanno riflettere sul contrasto tra palco e realtà, tra senso del dovere e inclinazioni naturali, tra disciplina e svago, legami di sangue e non, tra necessità e coraggio, libertà di scelta e costrizioni sociali.
Ognuna imprescindibile, come tutti gli ingredienti/personaggi che incontrano nella loro storia e che rendono lo strudel il dolce di cui avevo inesorabilmente bisogno.
Ognuna che in un modo o nell’altro mi ha ricordato che tutti abbiamo diritto almeno una volta di provare a indossare le ‘nostre scarpette da ballo’.
Voi, invece, nella vostra vita inseguite più i sogni o siete ben ancorati alla terraferma? Famiglia è solo quella creata dai legami di sangue o da esperienze e affinità che prescindono?
Grazie a Franca e a Federica per questo succulento cadeau.
