Diceva bene Guillaume Apollinaire!
Ho sempre amato aprile con i suoi chiarori incantevoli che passano dal cielo, dalle nuvole, dagli alberi e dai fiori del nostro cuore, per dirla con il gigantesco Victor Hugo.
Aprile, il mese in cui sono nati i due Uomini più importanti della mia vita.
Ho aspettato tanto questa primavera, dopo un autunno e un inverno di tempesta, anche se si sta dimostrando un po’ birichina.
In mezzo ad aurore gioiose, non ha tardato a riservarmi sferzate nell’affetto più intrinseco e profondo e a materializzare il timore più grande.
Allora per non soccombere, ho fatto indigestione di tramonti impressionistici, di chiare e dolci acque ancestrali, che bisbigliano echi di favole antiche e di verde così avvolgente da ubriacare di pace, seppur effimera.
Per fortuna, in quei luoghi spartiacque della mia Essenza, il sole ha fatto di nuovo capolino dall’abisso, annunciato a gran voce dal canto dell’airone cenerino e del germano reale, novelle fenici e messaggere di speranza, trasportata dai petali di fiorellini allegri e dalla sorellina batuffolo peloso, autentico angelo con la coda.
Nonostante tutti i nonostante, è lì che mi sento leggera e faccio pace con i miei demoni, come se quei luoghi mi riconoscessero e mi dessero il benvenuto, come la prima volta.
Una persona a me molto cara, mi diceva: ‘Quando ti sentirai sopraffatta, fai volare il cuore lì dove ci sono le farfalle’.
Ma non sono io a tornare, sono quelle farfalle a viaggiare sempre dentro di me ovunque vada.
Un po’ come la maggior parte dei libri che leggo.
Sto per lasciare l’Inghilterra e catapultarmi in giro per il mondo nel cuore segreto dei libri.
À bientôt…
