Ben ritrovati Librincantevoli.
Per il nuovo appuntamento della rubrica sul libro antico abbiamo pensato di proseguire con le biblioteche perdute dell’antichità spostandoci a Roma , introducendo quelle private.
In un primo tempo le biblioteche private erano dei veri e propri bottini di guerra, come le protagoniste dello scorso episodio, Pella e Atene, diventate rispettivamente la biblioteca degli Scipioni e di Silla, o la biblioteca di Lucullo, frutto delle sue conquiste dell’Asia Minore ai danni di Mitridate (72-70 a.C.), re del Ponto. I libri custoditi, inoltre, erano a completa disposizione di parenti e amici che si dilettavano a copiare i testi, come faceva lo storico Polibio, assiduo frequentatore di Scipione e del suo cenacolo.
Verso la fine dell’età repubblicana i privati cominciarono a permettersi di allestire biblioteche di tasca propria affidandole alle cure di dotti liberti, spesso gli stessi precettori dei figli. Queste biblioteche, sul modello di quelle ellenistiche, erano sistemate spesso nelle ville suburbane, sia per conciliare gli studi letterari nella tranquillità della campagna, sia perché denotavano lo status simbol del proprietario in quanto i prezzi dei libri erano molto salati – questo aspetto non è cambiato granché oggi.
In età imperiale le biblioteche prolificarono a dismisura nelle domus degli imperatori e nelle abitazioni di retori, filosofi, scrittori e poeti.
In questo viaggio tra i privati, non possiamo che partire dall’illustrissimo trombone del foro e mio grandissimo amore: Cicerone.
È lui stesso attraverso le lettere all’amico Attico a parlare della sua biblioteca di Anzio, aiutato nell’ordinamento dei libri dal liberto Tirannione, che peraltro si era già occupato della sistemazione delle collezioni di Silla. A Tirannione subentrarono Menofilo e Dionisio, quest’ultimo reo di aver trafugato volumi, mai più rientrati sugli scaffali dell’oratore. Intensissima la corrispondenza tra Cicerone e Attico cui chiese anche dei rilegatori e da cui si rifugiò dopo la morte dell’amatissima figlia Tullia, con cui discuteva di filosofia.
E per annegare il dolore, Cicerone si tuffò proprio tra i testi dei pensatori greci che costituivano il nerbo delle collezioni di Attico – a ben dire di molti studiosi possessore di una biblioteca ahinoi scomparsa molto più vasta di quella dell’arpinate.
Situata sul Quirinale, era completamente aperta a tutti coloro che volessero consultare, prendere in prestito o copiare i volumi. Attico era un vero bibliofilo filantropo, venerava la letteratura, odiava la guerra e amava a dismisura la varia umanità.
Concludiamo questa puntata con una vera chicca: la biblioteca della Villa dei papiri di Ercolano.
Forse qualcuno di voi la conosce: si tratta dell’unica collezione libraria dell’antichità classica giunta integra fino ai giorni nostri.
Milleottocento tra papiri greci e pochissimi latini, neri e carbonizzati dalla lava a seguito della famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse anche Pompei, conservati in casse e avvolti in scorze di legno.
La maggior parte fu salvata grazie all’invenzione di una macchina simile a un telaio da parte dell’abate Piaggio intorno al 1750 che ne consentì lo srotolamento senza danneggiare il supporto scrittorio.
Si tratta per lo più di testi di filosofia epicurea, tra cui frammenti del trattato Sulla Natura di Epicuro stesso, appartenenti al fondo di Filodemo di Gadara che ha firmato diversi volumina (110-35 a. C. circa), filosofo e poeta grande amico di Calpurnio Pisone, proprietario della villa e suocero di Cesare.
I frammenti latini, invece, trattano della guerra tra Antonio e Cleopatra contro Ottaviano.
I romani, quindi, non erano solo dei semplici soldati e arraffoni, ma credevano nel potere esaltante e unificante della cultura regalando copie dei propri tesori ad amici e parenti; tesori assemblati con pazienza e dispendio da personaggi votati alla letteratura e al sapere e arrivati fino a noi, non solo grazie al sapiente lavoro di copiatura dei monaci medievali, ma grazie alla lungimiranza dei bibliofili della storia romana.
See you as soon as possible!
