Punta sulle nuvole
sugli alberi e su altre cose mute,
non tue, non vicine,
non addestrate a compiacerti.
Punta sulla luce, cercala sempre,
infine punta sulla tua follia,
se ce l’hai, se non te l’hanno rubata da piccolo.
Franco Arminio
Ottobre mi ha letteralmente spettinato, e tu Novembre sembri insistere su quella scia.
Incertezza, precarietà, vortice e affanno.
Mi hanno detto:- Sei più forte di quanto credi, ascoltati –
Si placano temporaneamente sirene che nessuno mai meriterebbe di ascoltare, ma lampeggiano a intermittenza ben altri allarmi.
Destabilizzanti.
La nebbia stenta a diradarsi, avvolgendomi come un soffione che da un momento all’altro il vento sta per spampanare e sballottolare chissà dove.
Arrendermi, fermarmi, farmi attraversare, non riuscire a esprimermi neppure scrivendo, ma solo leggendo e con una grande voglia di urlare e spaccare il silenzio.
Ma è proprio lì che ho trovato un barlume di luce: tra quelle foglie che per me sono sempre state belle come farfalle libere.
Tra quel fruscio palliativo e il desiderio di custodire quell’eterno segreto perso nell’ oro, nel cremisi e nell’ amaranto.
Un po’ come facevo da adolescente che le collezionavo chiudendole in libri e quaderni.
Rigirandole tra le dita e toccando quelle venature. Non di morte, ma palpito di vita nuova che verrà.
Torno a scrivere, torno alle nuvole, agli alberi, ad altre cose mute, alla musica e spero presto anche alla Follia.
