Adoro interagire con gli utenti. Far parte della loro vita e sapere di aver contribuito alla loro passione per la lettura significa tutto, per me
Il mio posto è in biblioteca. Lo è sempre stato. Diventare bibliotecaria, dopo una sparuta parentesi universitaria post laurea, è stato come tornare a casa.
Altri quattro anni di studio, la migliore scommessa della mia vita! I libri sono e saranno sempre il mio destino. Tutto ciò che li circonda mi ha sempre parlato: riesco a immaginare qualsiasi cosa legga, persino dal manuale di istruzioni della caldaia senza figure!
Dopo anni a descrivere e schedare manoscritti, a catalogare libri antichi a stampa, nel 2012 con terrore reverenziale da quasi tachicardia ho fatto capolino nella realtà delle biblioteche di pubblica lettura, spalancandomi a un universo di infinite, inaspettate e variopinte possibilità di crescita intellettuale e personale.
Da bambina timida, abituata ad utenze estremamente formali, mi sono trasformata in confidente, motivatrice, psicologa, intrattenitrice, moderatrice, animatrice, pronto intervento, tutor, social media manager de noantri, organizzatrice di eventi dentro e fuori le mura delle biblioteche collaborando attivamente con gli attori del territorio.
Da singolo topo di biblioteca a pezzettino di una squadra che opera in veri e propri centri d’ascolto, di aggregazione sociale, le piazze del sapere, diventando tramite l’oggetto libro un ponte di e tra anime, le più diverse.
Sogni, rabbia, ansia, dolore, frustrazione, sconfitte, vittorie, coraggio, curiosità per un lavoro che non è mai monotono, né deprimente, ma portatore di un messaggio di Speranza e di Bellezza autentica anche quando si analizzano scritture e testi antichi, vere opere d’arte o si cataloga.
Potete quindi immaginare quanto abbia introiettato le testimonianze dei colleghi bibliotecari e dei librai americani raccolte da James Patterson e Matt Eversmann nel tesoretto che vedete in foto.
Alcune hanno offerto spunti per ulteriori occasioni di maturazione professionale come quella dell’alfabetizzazione in carcere, peraltro attuata anche dalle Biblioteche di Roma, o l’originalissima ‘biblioteca delle cose’, non spoilero nulla al riguardo.
Altre hanno scatenato un vero terremoto emotivo quando ho letto di censura, limiti sia alla libertà intellettuale e individuale sia alla rappresentazione di ogni identità attraverso le pagine.
La lettura è e deve rimanere un potentissimo baluardo di empatia, comprensione, imparzialità.
Dobbiamo occuparci di chiunque varchi la nostra soglia con pazienza, sensibilità senza pregiudizi.
Ringrazio le mie pause pranzo e il catalogo delle Biblioteche di Roma per avermi fatto scoprire questa chicca che da oggi considererò la mia ‘bibbia’, ma soprattutto Diego, Martha e Amy, marchiati a fuoco vivo sul cuore e sulla pelle.
Perché come ha detto la libraia Susan ‘‘ non è affatto male sapere di poter cambiare, io correggerei in migliorare, la vita delle persone’’. E anche la propria!
