Spero di riuscire a sussurrare nel tuo orecchio insonne una parola tale che possa rimandarti nel mondo con l’aspetto felice che dovevi avere prima di giungere in questo luogo. Bambina! Donna! Chiunque tu sia, lascia questa casa maledetta finché hai la forza per farlo…
Quanta importanza può avere un suono nella vita di una persona? Quanta forza risiede nel Silenzio – Marziale diceva Res est magna tacere – o in un sussurro?
In una superba sinfonia di verità e menzogna, luci e ombre, ambiguità e trasparenza, detto e non detto, porte spalancate e serrate, si dipana la vicenda di Sybil, giovane orfana che dalla propria infanzia spensierata in brughiera si affaccia sulla soglia della vita adulta nella tenuta dello zio paterno, suo tutore e subdolo principe machiavellico del proprio destino.
Un fato imprevedibile, un po’ come lei stessa, che a tratti appare innocente e ad altri maliziosa e ribelle, preda di un fuoco sacro, che le deriva dal nome – vecchia volpe la Alcott – che lo zio vorrebbe estinguere, stroncare e mettere a tacere per sempre rinchiudendola in una madhouse.
Ma in quel luogo ove regnano abominio e disperazione, abuso e sevizie, e dove si tenta di annientare qualsiasi palpito della volontà di ogni singolo individuo, un barlume di speranza giunge flebile attraverso una porta socchiusa o l’uscio di una serratura.
Basterà a salvare Sybil, colpevole di essere una ‘piccola Donna’ ricca e ribelle? E soprattutto chi è che getta l’ancora alla Nostra?
La Alcott, di cui almeno una volta l’anno riprendo a mo’ di palliativo per lo spirito Piccole Donne, mi ha sorpreso per aver saputo trattare con una naturalezza e una delicatezza inaudita, il tema della brutalità umana, in particolare quella maschile dovuta alla sete di prestigio e di potere, e dell’annichilimento che può condurre alla pazzia diventando una pittrice di Anime e di ambienti vivificati a servizio dell’intreccio psicologico dei personaggi.
Ho letto in due ore senza sonno di Sybil introiettandone l’intera vicenda e rimanendone al contempo meravigliata e arrabbiata per la modernità sbaragliante.
Ringrazio Galaad Edizioni, casa editrice dotata di un fiuto infallibile che riesce a riportare a galla dall’oceano del dimenticatoio gioielli poco noti vivi di brulicante realtà e a rendere giustizia ad Autori come Louisa Mary che meriterebbe di occupare gli scranni più elevati nell’Olimpo della letteratura mondiale, per avermi regalato della copia allargando i miei ben limitati orizzonti.
Fatevi anche voi questo dono, in nome della libertà di scelta e dell’indipendenza di pensiero di ogni Donna!
