Cari Librincantevoli,
ecco a voi un esercizio di scrittura autobiografica scovato sbirciando dalla pagina di Giovanna Martiniello, esperta di scrittura per il web e storytelling: mi presento al negativo, ossia provare a tracciare la mia identità attraverso i NON, cosa non amo, non mi emoziona, non sopporto o non so fare.
Mi ha dato un po’ di filo da torcere, ma come dico sempre, riesco a esprimermi meglio scrivendo per cui bando alle ciance e viaaa.
Comincio affermando che sono completamente negata per i lavori manuali…
Manualità? Chi è questa sconosciuta?
Non so prendere una matita in mano se non per scrivere, io e il disegno siamo davvero dei poli opposti pur amando l’arte…
Rammendare bottoni, invece, equivale a scalare l’Everest…
Non ce la posso fare, è così.
Non so indossare i tacchi a spillo, tendo a chiudere le spalle, non ho fondoschiena, portamento e a volte rasento un tantino la goffaggine.
Non mi piacciono gli sport dove si ‘suda eccessivamente’ per cui camminate, ballo e poca tonicità a gogò avanti tutta.
Non so mangiare il gelato senza riempire di chiazze i lati della bocca, un bimbo di tre anni potrebbe essere più pulito di me.
Non amo i ragni, anzi mi terrorizzano letteralmente, vorrei che sparissero dalla faccia della terra o che fossi dotata di orbitazione/ teletrasporto in loro presenza.
Non mi fido delle persone troppo caciarone e disordinate, delle Prime donne, delle So tutto Io, di chi cerca di soverchiare nel parlare o di chi non conta mai prima di farlo.
Mi destabilizzano un tantino i repentini cambi d’umore, detesto la maleducazione, lo snobismo, le orecchie ai libri e le descrizioni troppo dettagliate.
A volte però nei miei messaggi vocali sono logorroica e, quando racconto fatti etc. comincio ab ovo prendendo per sfinimento il povero interlocutore di turno.
Al contrario se non sono a mio agio, tendo a chiudermi in difesa, parlo poco sorridendo e limitandomi allo stretto necessario e in questo caso il respiro diventa più rumoroso della voce.
Ho un pessimo rapporto con il tempo perché spesso dimentico di guardare l’orologio e con gli imprevisti che non sopporto quasi quanto i ragni per cui vado in ansia e vorrei risolvere il ‘problema’ prima di subito!
Non mi piace lasciare niente di intentato o a metà, il dovere viene prima di qualsiasi cosa, o delegare troppo, mentre a volte sarebbe meglio lasciare andare e vivere con più leggerezza, ma non sono programmata così.
Non esulto quando mi danno della Signora, pur essendolo per età e legalmente, ma ho già scritto che non sono in rapporti idilliaci con il tempo.
Questi sono i no usciti di getto, sicuramente ce ne sarebbero altri, ma non mi dilungo oltre.
Buona lettura…
