Come scrivere un romanzo: Martina Tozzi e i suoi consigli di scrittura

Cari Librincantevoli,

ecco a voi la mia intervista a Martina Tozzi, un’autrice del panorama contemporaneo che stimo molto e di cui ho avuto modo di parlare a più riprese su questo blog, riguardo agli ingredienti ‘giusti’ per scrivere un romanzo degno di questo nome.

Buona lettura a tutti, specialmente per chi, dotato di talento, ha un sogno nel cassetto, ma non sa da dove cominciare per realizzarlo.

Quali sono gli step necessari per la stesura di un libro?

Il primo, necessario passo per iniziare a scrivere un libro è la scintilla. Prima di dedicarmi a un progetto, capita che venga attraversata da molte idee differenti, ma posso seguirne solo una alla volta (so che ci sono scrittori che riescono a creare più di un testo contemporaneamente, ma io non sono fra questi). Quindi la scintilla deve accendersi per una certa storia, e allora, per quanto mi riguarda, passo al secondo punto: lo studio. I miei romanzi, infatti, sono tutti storici e biografici, quindi non posso certo improvvisare! Mi dedico molto a lungo a un approfondimento preparatorio, che è a tutti gli effetti parte della stesura del romanzo.  Mentre leggo sempre più materiale sul soggetto che ho scelto, inizio a vedere il libro prendere forma nella mia mente: è solo una vaga idea, un abbozzo, e non so come in realtà si svilupperà quando inizierò a scrivere, ma recito tra me e me le scene, delineo nella mente descrizioni e dialoghi: il libro prende vita. Prima di iniziare a scrivere ci sono sempre momenti di sconforto, il timore che non sarò in grado di arrivare fino alla fine, di rendere la mia visione, mi attraversa sempre, eppure è anche molto eccitante il pensiero che un libro sta assumendo una prima forma, che sta per nascere. Infine, quando non posso proprio più aspettare, mi metto a scrivere al computer, e allora grazie ai numerosi appunti che ho preso durante lo studio la scrittura fluisce rapidamente. Ma, conclusa la stesura, arriva la rilettura, che è una parte fondamentale della nascita del romanzo! Dopo la prima lettura, infatti, mi accorgo di quello che non va, e posso cambiare, spostare, riscrivere. E dopo aver fatto le dovute modifiche, rileggo ancora, ad alta voce, quello che ho scritto. Trovo che leggere ad alta voce il proprio lavoro sia un esercizio molto utile per sentire quello che stride, quello che stona, per cambiare in meglio il libro. Ovviamente io parlo solo per la mia esperienza: ci sono tantissimi modi di procedere nella stesura di un romanzo, e sono tutti giusti per chi li utilizza!

Gli strumenti di cui ti avvali nella scrittura?

Sono una scrittrice non molto tecnologica! Uso libri, quaderni, penne, computer e archivi digitali, nient’altro.

Secondo te è fondamentale leggere per saper scrivere (domanda scontata un tempo, ma non oggi)?

Sì, credo che se non si legge sia impossibile scrivere un buon libro. Se non si è prima di tutto lettori, è un’impresa complicata diventare scrittori validi. Se non sappiamo cosa ci piace in un libro, cosa non ci piace, come possiamo creare qualcosa che ci soddisfi? Personalmente, credo che i libri siano gli unici validi maestri di scrittura.

Possono aiutare corsi di scrittura creativa?

La creatività è una caratteristica che va coltivata, così come il proprio stile. Sicuramente un corso di scrittura creativa è utile da questo punto di vista: ti “obbliga,” in un certo senso, a non impigrirti, ti dà la spinta per esercitarti continuamente. Inoltre ci sono metodi narrativi che possono essere appresi, e suggerimenti che vale la pena ascoltare, quindi immagino che un corso possa aiutare a migliorare certe asperità del proprio stile. Ma, non avendo mai frequentato un corso di scrittura creativa, posso formulare solo ipotesi al riguardo: credo che possano essere utili per certe persone, ma non necessari, ecco.

Scrivere a mano può stimolare la creatività?

Scrivere a mano per me è un grandissimo piacere, ed è un’arte già di per sé. Purtroppo sono molto disordinata (la mente corre molto più in fretta della penna) ma trovo che ci siano calligrafie che sono vere e proprie opere d’arte. E, sì, credo che possa aumentare la creatività, poiché rallentando la scrittura obbliga a pensare di più a ogni parola, ma ammetto che, per i miei romanzi, non ne faccio uso se non in fase di appunti. Trovo che anche usare la tastiera possa in qualche modo essere un esercizio creativo: mi piace immaginare i tasti del mio computer come quelli di un pianoforte, solo che la melodia che creano non è fatta di musica, ma di parole.

Quali sono le doti imprescindibili di una scrittrice/ di uno scrittore?

Prima di tutto, deve essere un grande lettore! Deve leggere con attenzione, scoprire cosa gli piace e cosa no, dissezionare i testi che ama in cerca di insegnamenti. Deve poi essere in grado di mettersi nei panni degli altri, deve cercare di comprendere anche chi non gli assomiglia. Si rischia, altrimenti, di rendere credibili solo i personaggi che hanno qualcosa in comune con noi, e non rendere vivi quelli che invece non ci somigliano molto. E, poi, se vuole pubblicare quello che scrive, deve essere paziente e pronto a ricevere molti no: il mondo dell’editoria è complicato, e non sempre si riesce a raggiungere il pubblico.

Buona scrittura a tutti e Vale, ci tengo a ringraziarti per questo spazio! Spero di poter essere utile a qualche scrittrice o scrittore che ha bisogno di una piccola spinta per cominciare!

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