Un faro sulle sponde del lago di Costanza

Buon anno Librincantevoli!

Dalla finestra in cui mi sono rifugiata ho fatto capolino tra cime innevate e vallate verdeggianti in uno stato famoso per il formaggio, la cioccolata e i laghi.

Avete capito quale? La Svizzera esatto, e la biblioteca protagonista della prima puntata del 2026 si trova sulle sponde del lago di Costanza, nel Cantone di San Gallo, presso l’omonima abbazia fondata dal monaco irlandese Gallo nel 612 d.C. e patrimonio dell’ UNESCO dal 1983.

La biblioteca in cui nel 1417 Poggio Bracciolini ha scovato il manoscritto del De rerum natura di Lucrezio: la biblioteca dell’ abbazia di San Gallo.

Standing ovation per lei!

Una delle biblioteche monastiche più antiche al mondo, risalente all’ VIII sec., dotata di uno scriptorium cui dobbiamo la sopravvivenza di gran parte della cultura classica.

Capite con quale commozione e reverenza ne parli.

Il suo patrimonio, che comprende tutto lo scibile, dal diritto alla musica, consta di 160000 volumi, di cui 2100 manoscritti, alcuni anteriori all’VIII sec., trascritti da monaci anglosassoni e irlandesi, sopravvissuti a saccheggi e disastri vari.

Tra i pezzi forte: La canzone dei Nibelunghi, poema epico sulle avventure di Sigfrido, e il codex Sangallensis 914, il più antico esemplare della Regola di San Benedetto, entrambi del IX sec.d.C.; il codex Ambrogans, il primo vocabolario di tedesco al mondo dell’VIII sec.; l’Evangeliario di San Gallo, versione greco latina dei 4 vangeli del IX secolo.

The last etc. il Vergilius Sangallensis, uno dei due più antichi testimoni delle opere maggiori di Virgy cui dedicheremo un episodio a parte, risalente addirittura al V sec.d.C.

L’attuale biblioteca è stata ricostruita nel XVIII sec., con la firma dell’allora archistar austriaco Peter Thumb che, ispirandosi a un altro manoscritto dell’abbazia, la Pianta di San Gallo del IX sec., l’ha dotata di una sala principale super fotografata per gli alti soffitti recanti affreschi dei primi 4 concili ecumenici, le balconate, gli stucchi e gli intagli di legno .

Un giorno spero di tornare in Svizzera solo ed esclusivamente per visitare questa meraviglia che ha animato i miei sogni di studentessa liceale, universitaria, di scuole di specializzazione e di lavoratrice poi. 

Non un semplice edificio, ma un farmaco dell’ anima come recita l’iscrizione greca sopra la porta d’ingresso.

Un’antologia di Storia dell’arte, di storia della scrittura e di civiltà! 

Un unicum nel suo genere!

Al prossimo episodio!

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